Fino a qualche anno fa bastava iscriversi con calma. Oggi per molte gare europee serve candidarsi a un sorteggio, oppure muoversi con mesi di anticipo prima del sold out o del cambio di quota. Cambia il modo di costruire la stagione: la gara non è più una decisione, è un progetto con più scenari possibili.
Cosa è cambiato nelle iscrizioni
Il sorteggio non è più una particolarità delle sole Major. Londra, New York, Berlino, Chicago, Tokyo e Sydney assegnano da tempo per estrazione una parte dei pettorali destinati al pubblico. Boston resta l’eccezione, con l’accesso legato a un tempo di qualificazione che spesso va migliorato di parecchio per entrare davvero.
La novità è che il modello si sta allargando. Dal 2027 anche la maratona e la mezza di Parigi passano al sorteggio, in coincidenza con il cambio di organizzatore. Valencia ha introdotto nel 2026 un sistema misto: prima una finestra riservata a chi era iscritto all’edizione precedente, poi l’estrazione per i pettorali rimasti. Rotterdam ha sostituito la vendita immediata con una pre-registrazione dopo che nel 2025 i pettorali erano finiti in due ore e mezza.
Stesso discorso sulle mezze. Nel circuito SuperHalfs, Berlino assegna i pettorali per sorteggio e Copenaghen ha adottato lo stesso sistema dopo un sold out in due ore e mezza. La Generali Prague Half Marathon 2027 ha raccolto oltre 70mila candidature. Lisbona, per ora, resta con l’iscrizione ordinaria.
Poi ci sono i due meccanismi più vecchi, che restano attualissimi. Il sold out puro: la Maratona di Venezia del 25 ottobre ha chiuso con 23.000 iscritti, un record per l’evento. E il cambio quota a scadenza fissa: la StraLugano, in programma il 26 e 27 settembre, aveva la tariffa più conveniente fino al 14 settembre. Sono tre logiche diverse, ma per chi programma il risultato è identico: decidere tardi costa, in denaro o in pettorale mancato.
Il calendario a tre livelli: piano A, B e C
La conseguenza pratica è che non puoi più costruire la stagione partendo da una sola gara. Ti serve un obiettivo primario e due alternative già individuate prima di sapere l’esito del sorteggio.
- Piano A: la gara che vuoi davvero. Sorteggio, tempo di qualificazione o sold out rapido. Bassa probabilità o alta pressione sulla data di apertura.
- Piano B: una gara della stessa distanza, nella stessa finestra di calendario (indicativamente entro due o tre settimane dal piano A), con iscrizione ordinaria e pettorali ancora disponibili.
- Piano C: una gara vicina, anche italiana, con iscrizioni aperte fino a ridosso della data. Serve come rete di sicurezza per non buttare tre mesi di lavoro.
La regola che uso con i miei atleti è semplice: il piano B va scelto nello stesso momento del piano A, non dopo la delusione dell’estrazione. Perché quando arriva la mail negativa, di solito le alternative migliori sono già più care o già chiuse.
Attenzione a un punto spesso trascurato: piano A e piano B devono essere compatibili come tipo di gara, non solo come data. Se il tuo obiettivo è un tempo, non mettere come alternativa un percorso con 400 metri di dislivello positivo. Se l’obiettivo è l’esperienza, il criterio cambia.
Come si incastra con l’allenamento
Qui sta il vero problema tecnico. Un sorteggio ti dà l’esito a volte sei o otto mesi prima della gara, a volte molto meno. Se aspetti la conferma per iniziare a lavorare, parti tardi.
La soluzione non è allenarsi come se corressi tre maratone. È lavorare per fasi, dove le prime sono identiche a prescindere dalla gara.
- Fase generale (8-12 settimane): costruzione del volume, lungo progressivo, lavori di soglia. Uguale per qualsiasi maratona, in qualsiasi città. Puoi farla anche senza sapere dove correrai.
- Fase specifica (8-10 settimane): qui entrano il ritmo gara, i lunghi con tratti a ritmo maratona e le caratteristiche del percorso. Serve sapere la data e, possibilmente, l’altimetria.
- Scarico (2-3 settimane): dipende dalla data esatta.
Sono indicazioni di massima, da adattare al tuo storico, ai carichi che sostieni abitualmente e alla distanza dell’ultima gara importante. Un runner con dieci maratone alle spalle e uno alla seconda non hanno bisogno della stessa durata di fase generale.
Il vantaggio del modello a fasi è che sposti la decisione critica in avanti. Se il sorteggio va male tre mesi prima, sei ancora in fase generale e puoi ridirigere il lavoro su un’altra data senza perdere nulla. Se va male a sei settimane, hai un problema.
Una cosa da evitare: iscriversi a due maratone a tre settimane di distanza “per sicurezza”, con l’idea di correrle entrambe forte. Non funziona. Se ti trovi con due pettorali, scegli quello che conta e usa l’altro come lungo controllato o non presentarti.
Il calcolo economico, senza illusioni
Le candidature ai sorteggi in genere hanno un costo, e non sempre rimborsabile. Le quote salgono per scaglioni: chi si iscrive presto paga meno, come mostra il caso StraLugano con la sua scadenza al 14 settembre. Voli e alloggi seguono la stessa curva, spesso più ripida.
Alcune regole pratiche che mi sento di dare:
- Metti a bilancio in anticipo il costo delle candidature multiple. Se ne fai tre e ne vinci una, hai comunque pagato tre.
- Non prenotare volo e hotel prima dell’esito del sorteggio, a meno che l’alloggio non sia cancellabile gratuitamente. È il primo errore che vedo fare.
- Se una gara ti interessa davvero e ha un canale a iscrizione garantita, valutalo. Costa di più, ma elimina l’incertezza sulla programmazione, che ha anch’essa un prezzo.
- Segnati in agenda le date di apertura, non le date di gara. Sono quelle che decidono se corri.
Un ultimo aspetto: le gare che chiudono in due ore o vanno a sorteggio non sono automaticamente le migliori per te. Sono le più richieste. Sono cose diverse. Ci sono maratone europee con percorsi ottimi, organizzazione solida e iscrizioni aperte per mesi. Vale la pena guardarle prima di rassegnarsi a rincorrere sempre le stesse cinque città.
In pratica
- Costruisci il calendario a ritroso, partendo dalla data di apertura delle iscrizioni e non dalla data della gara. Metti tutto in agenda con un promemoria una settimana prima.
- Scegli piano A, B e C insieme, nello stesso pomeriggio. Stessa distanza, finestra di due o tre settimane, profilo altimetrico compatibile con l’obiettivo.
- Imposta l’allenamento a fasi: 8-12 settimane di lavoro generale valide per qualsiasi gara, poi 8-10 settimane specifiche una volta certo il pettorale. Sono valori indicativi, da tarare sul tuo livello.
- Non prenotare viaggio e alloggio prima dell’esito del sorteggio, salvo cancellazione gratuita. E metti a budget le candidature che non andranno a buon fine.
- Un solo obiettivo per ciclo. Se ti ritrovi con due pettorali ravvicinati, decidi subito quale corri forte e usa l’altro come allenamento.
Chi prepara una maratona all’estero e vuole togliersi il peso della logistica può appoggiarsi a chi organizza viaggio e pettorale, ma il lavoro di scelta delle date resta suo: nessuno lo può fare al posto tuo.
Fonti: Runner’s World Italia – Non solo maratone: la lottery è il futuro delle gare di corsa?; Runner’s World Italia – Maratona di Venezia: nasce il premio solidale ‘Alex Zanardi’; Podisti.net – StraLugano 2026: attenzione al cambio quota del 14 settembre.
