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		<title>La sindrome della bandelletta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Jan 2022 08:05:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Se sei un amante della corsa sai che una delle articolazioni più stimolate dal movimento in questione è quella del ginocchio e tutte le varie strutture che ne fanno parte come tendini, ossicini, legamenti e muscoli. Oggi andremo a vedere causa, problemi e possibili rimedi alla cosiddetta &#8220;sindrome della Bandelletta&#8221; Quasi chiunque si sia cimentato [...]<p><a class="btn btn-secondary understrap-read-more-link" href="https://ki-run.it/la-sindrome-della-bandelletta/">Leggi di più...<span class="screen-reader-text"> from La sindrome della bandelletta</span></a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se sei un amante della corsa sai che una delle articolazioni più stimolate dal movimento in questione è quella del ginocchio e tutte le varie strutture che ne fanno parte come tendini, ossicini, legamenti e muscoli. Oggi andremo a vedere causa, problemi e possibili rimedi alla cosiddetta &#8220;sindrome della Bandelletta&#8221;</p>
<p>Quasi chiunque si sia cimentato con la corsa, prima o poi cede alla sfida personale e chiede sempre di più al suo corpo, e proprio quando uno si accinge a superare il suo chilometraggio abituale possono sorgere dei problemi uno fra cui è proprio la sindrome della bandelletta. Questa manifestazione infiammatoria si può avere quando mandiamo il nostro ginocchio per cosi dire fuori giri, magari per un accelerazione al nostro ritmo o magari per una provo con noi stessi per fare più strada del normale. All&#8217;inzio questo infortunio si manifesta con un leggero dolore nella parte laterale esterna del ginocchio e spesso viene scambiato come un semplice dolore da fatica, da movimento, man mano che si continua l&#8217;attività questo tende a aumentare di intensità costringendo anche i più esperti corridori a tornare ad un ritmo quasi da camminata, per poi sparire come ci fermiamo per qualche minuto in più. Questo è uno dei segnali che il corpo ci invia quando stiamo andando oltre i nostri limiti fisici.<br />
La parte del ginocchio in questione(la bandelletta) è più specificatamente la bandelletta ileotibliale, ed è il tendine di congiunzione fra il muscolo tensore della fascia alta e il grande gluteo, praticamente inizia dalla parte alta della coscia e finisce appena sotto al ginocchio. Il suo compito è quello di sostenere e mantenere il giusto allineamento durante i diversi movimenti dell&#8217;articolazione. Nonostante questo tendine lavori costantemente tutto il giorno è proprio durante la corsa che viene maggiormente messo sotto tensione causa l&#8217;elevato numero di volte che questo scorre sull&#8217;epicondilo laterale del femore.</p>
<p>Durante la corsa alcuni corridori manifestano la sensazione di aver il ginocchio come bloccato o comunque non più con la stessa fluidità di movimenti perché appunto il tendine, infiammandosi, perde la sua elasticità e questo si avverte soprattutto quando pieghiamo il ginocchio. Alla sua comparsa uno dei modi per alleviare il dolore, che spesso è come un pizzico continuo, è quello di utilizzare del ghiaccio per non più di 20 minuti nella fase in cui il dolore è più acuto.</p>
<p>Fra i fattori di rischio come per quasi tutti gli infortuni ci sono fattori fisici e fattori sportivi, in particolare per questo tipo di infortunio fra i fattori anatomici di rischio possiamo ritrovare il sovrappeso,l’epicondilo femorale pronunciato, il ginocchio valgo, il piede pronato, arti inferiori con lunghezza differente, il piede cavo o piede piatto e l&#8217;artrosi al ginocchio. Fra i fattori sportivi o comunque di movimento che portano a questo tipo di infiammazione possiamo trovare il correre il salita o in discesa, l&#8217;utilizzo di scarpe da corsa non più in stato ottimale, un riscaldamento non effettuato bene, piani di allenamento sbilanciati o troppo intensi, la scarsa forza dei muscoli abduttori dell&#8217;anca e anche utilizzare una bicicletta con misura sbagliata può aumentare il rischio di incorrere in questo infortunio.</p>
<p>Per evitare di andare più spesso del dovuto incontro a questa infiammazione è consigliato un riposo assoluto da 2 a 4 settimane a seconda dell&#8217;intensita dell&#8217;infiammazione e sopratutto cercare di potenziare tutto l&#8217;apparato muscolo-scheletrico della parte inferiore del corpo, spesso il tendine in queste situazioni si &#8220;sostituisce&#8221; al muscolo in fase di sostegno. Per limitarne l&#8217;insorgenza sono consigliati e possono essere utili anche diversi esercizi come lo squat su una sola gamba, il sollevamento laterale delle gambe, e fare dei passi laterali aiutandosi con degli elastici per fare più forza sull&#8217;articolazione sul muscolo.</p>
<p>Nonostante tutte le accortezze purtroppo da questo infortunio si riesce a tornare ai ritmi precedenti anche a distanza di diversi mesi, magari con percorsi graduali di ripresa dell&#8217;attivita con camminate per poi accelerare il passo e cercando di gestire il dolore attraverso gli esercizi specifici studiati e calibrati con l&#8217;aiuto di un professionista del settore.</p>
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